domenica 9 dicembre 2012

La forza dell'acqua e le memorie di vite passate

Ogni luogo ha le sue caratteristiche peculiari. Ci sono luoghi che trasudano letteralmente di storia e arte. Luoghi dove la natura ci regala emozioni magnifiche. Luoghi in cui la forza della natura viene imbrigliata e sfruttata dall'uomo. Ma trovare traccie di tutte queste caratteristiche, o meglio molte di esse, in una unica zona a certamente un suo fascino particolare.
L'imbocco della seconda galleria
Ho sempre conosciuto il luoghi ai paesi di Tramonti, per il lago di Redona e per i suoi splendidi paesaggi. Ma non mi ero mai addentrato verso i lago di Selva e il lago del Ciul, che sono dei bacini artificiali per la produzione di energia idroelettrica, al pari del lago di Redona. In questi luoghi troviamo dei paesaggi mozzafiato, troviamo gli interventi dell'uomo che hanno imbrigliato l'acqua che nelle varie ere ha scavato queste valli, traccie di storia del risorgimento friulano e resti delle vite di tempi passati anche di un paio di generazioni.
Lapide in memoria di Andreuzzi
I resti del borgo di Spnespès
Iniziamo il nostro percorso facendo partendo tra le due gallerie di servizio che servono la diga del lago del Ciul. Al inizio del sentiero troviamo il primo accenno di storia. Un lapide ricorda la vita da fuggitivo di Andreuzzi, personaggio di spicco della rivoluzione Garibaldina di queste valli che fu costretto, insieme al suo gruppo, a rifugiarsi nelle grotte presenti in questi monti per sfuggire alla sua cattura. Continuando in lontananza si può ammirare il resti del borgo di Spinespès, abbandonato a se stesso dopo il secondo dopoguerra.
Salendo per il Dodismala
La diga sul Meduna che forma il lago del Ciul
Superata la forcella Dodismala si intravede la valle e la diga che crea il lago del Ciul, barrando il corso del fiume Meduna. Come già accennato i laghi di Redona, Ca'Selva e del Ciul sono dei bacini artificiali gestiti dal Edison per la produzione di energia idroelettrica. Il livello dell'acqua di questi bacini è molto bassa, sono stati svuotati in modo da contenere la grossa quantità di acqua che è prevista nei giorni a seguire la nostra visita.
Il paese di Frassaneit
Altri resti di Frassaneit
Dopo un ristoro continuiamo il nostro percorso attraverso una mulattiera molto agevole. Qui attraversiamo i resti borghi di Frassaneit di Sopra e di Sotto. Qui possiamo toccare con mano i resti della vita di un paio di generazioni fa, infatti  anche questi paesi sono stati abbandonati nei anni a seguenti il secondo dopoguerra. Le sensazioni a vedere questi ruderi sono molto altalenanti. Se da un lato c'è il fascino e la meraviglia di vedere un paese "fantasma", con la fantasia cerca di farci immaginare come poteva essere la vita una volta all'interno di queste case, di intravedere il calore di un focolare al posto della polvere provocata dai crolli nei tempi.
I colori del Meduna

martedì 23 ottobre 2012

I colori dell'autunno al Passo della Pura

Panorama del passo Pura
L'alternarsi delle stagioni porta con se un variegato alternarsi di colori e, certamente, può sembrare curioso che prima del freddo e smorto inverno la stagione autunnale ci regali dei paesaggi carichi di caldi colori.
Il bacino di Sauris
Contrasto di colori
Quest'anno ho colto l'occasione per vedere questi meravigliosi colori al Passo della Pura, che è situato tra la val Tagliamento e la val Lumiei dove si trovano il lago e i paesi di Sauris. Approfittando di una escursione organizzata e sopratutto di una giornata favolosa e incredibilmente calda per il periodo. stare a in maniche corte a 1800m al 21 di ottobre direi che è notevole. 
Colori dell'autunno

domenica 23 settembre 2012

Passo Pramollo - Un luogo da visitare tutto l'anno

Vista invernale del passo
Passo Pramollo, o Nassfled per gli austriaci, è un valico alpino che permette il passaggio tra Italia e Austria. Si raggiunge da Pontebba percorrendo una strada tortuosa, nella stagione invernale è opportuno informarsi sulla reale percorribilità di questa, che ci porta fino a 1500m di altezza, per poi ridiscendere verso Tröpolach e quindi a Hermagor.
Verso il monte Corona
Ho scoperto questo luogo diversi anni fa come sciatore. Infatti appena passato il confine si trova il più grande comprensorio sciistico della Carinzia, con oltre 100Km di piste sempre ben innevate e dotati di impianti di risalita all'avanguardia. Nei casi peggiori si fanno al massimo 5 minuti di coda nei vari impianti. Questi impianti ci portano fino a 2100m di altezza regalandoci cosi dei panorami unici sulle alpi e sulle montagne Austriache.
Nel corso dei anni, per vari motivi, ho avuto la possibilità di visitare questi luoghi anche durante il periodo estivo. Visite che mi hanno permesso di scoprire il bellissimi colori che, nella stagione invernale, sono celati sotto la candida neve.
Laghetto in quota
I percorsi estivi, come varietà, non sono di certo da meno delle piste da sci invernali. Possiamo scegliere se farci scarrozzare dalle seggiovie per arrivare in vetta e da li fare delle semplici passeggiate tra i laghetti in quota o ridiscendere in bici attraverso le piste. Oppure si possono fare delle vere e proprie escursioni attraverso le vette e i costoni ammirando i colori dei paesaggi, notando la diversità morfologica delle montagne e magari con un po' di fortuna possiamo anche trovare dei fossili.
Cavallo al "pascolo in quota"
Durante queste passeggiate è facilissimo imbattersi in pascoli di mucche o cavalli, e ogni tanto c'è li si trova anche sulla strada che sale al passo, ma la zona è frequentata anche da cervi e stambecchi.


Ringraziamenti
A tutte le persone che mi hanno accompagnato nelle varie sciate e gite e a Franco Polo per l'escursione sull'anello del monte corona

Link
L'anello del monte corona su Sentieri Natura
Il sito turistico di Nassfeld

mercoledì 5 settembre 2012

Alla scoperta dell'aurora boreale - Finlandia

L'ingrsso al castello di Kemi
...eravamo rimasti al ritorno dalla Lapponia per proseguire il viaggio che ci ha fatto percorrere l'altra riva del golfo di Botnia, ovvero il lato Finlandese. Arriviamo cosi a Kemi, una cittadina situata a nord del golfo e che è famosa per il castello di neve. Kemi in inverno non fa questa grandissima impressione, anzi, da l'aria di essere una città triste, immersa nei suoi grandi palazzoni a mo di caserme. Ma senza dubbio la sua attrazione principale riesce ad attirare curiosi da tutto il mondo. Parliamo del castello di neve.
La chiesetta del castello
Una scultura di neve
Il castello di Neve viene costruito ogni anno utilizzando dei blocchi di neve, ottenuti con l'acqua salata, ed è sempre decorato a tema, Il tema di quest'anno era lo sport e quindi al suo interno abbiamo trovato sculture di neve e di ghiaccio e pareti decorate con figure a tema presi da sport di oggi e di ieri.

La sala da pranzo..dopo il nostro passaggio
Tra le particolarità di questo luogo spicca una suggestiva chiesa, dove vengono celebrati matrimoni, un ristorante, dove abbiamo egregiamente cenato, e per i piu temerari un hotel, dove armati di doppio sacco a pelo si può pernottare...alla modica temperatura di -5C°. Dopo la cena non siamo riusciti a trattenerci di giocare un po' sugli scivoli e poi riscaldarci con un po' di vin brule prima di rientrare in albergo.
La campana da 8t
Il giorno dopo ci siamo rimessi in marcia per Jyväskylä, ma prima ci siamo fermati a Pyhäjärvi per una tappa ristoratrice in un luogo che è la più grande collezione privata di campane. C'è ne sono ti tutte le forme w dimensioni, ma sopratutto si possono far suonare.
Il centro di Jyväskylä
A Jyväskylä invece visitiamo il museo di Alvar Aalto, di cui avevamo gia ammirato la biblioteca ri Rovaniemi, considerato uno dei più grandi architetti della Finlandia e che ha contribuito in maniera sostanziosa alla creazione di quel filone che è conosciuto come "architettura funzionale". Ne approfittiamo anche per una visita alla città che, al contrario di Kemi, è decisamente molto più viva, allegra e si direbbe vivibile. Per non farci mancare niente lo splendido albergo ci offre una spettacolare SPA, come non approfittarne.
Scorcio del centro di Porvo
La mattina dopo, con tutta calma ripartiamo i direzione di Porvo. Porvo è una delle più belle cittadine medioevali della Finlandia, il suo centro storico è molto suggestivo ed affascinante. Considerata la vicinanza da Helsinki una paseggiata la merita senz'altro.
La piazza di Helsinki
Helsinki vista dal traghetto
Helsinki invece l'abbiamo visitata molto di passaggio, giusto il tempo dell'attesa del traghetto che ha condotti a Tallin, ma da veramente l'impressione di essere una grande capitale Europea, con i suoi monumenti i suoi palazzoni ed i suoi porti. Ed è qui che il traghetto-rompighiaccio che ci accompagnati fuori dalla scandinavia. E mentre vediamo le luci di Helsinki che si riflettono nel mare ghiacciato veniamo scossi da un pensiero... Questo splendido viaggio sta volgendo al termine e domani a quest'ora saremo già proiettati nei miti climi Italiani dove, ci dicono, la primavera sta già facendo capolino.


Ringraziamenti
Un grandissimo ringraziamento va alla organizzatrice di questo viaggio Luisa della Galleria Artemisia, a Daniele per i vari vasi dilatatori e i caffè, a Robero per la perizia nella guida della corriera in tutto il viaggio e a tutti i compagni di viaggio.
Un grazie anche al sito Marina per avermi ricordato i nomi dei posti visitati.

mercoledì 22 agosto 2012

In cerca del fresco presso il Parco delle Dolomiti Friulana

Si lo so, sono recidivo, ma questa volta solo in parte. 
La strada che porta al sentiero
Dopo la faticaccia dell'alba, stelle e tramonto sul parco delle Dolomiti friulane, con delle amiche (il solito beato) abbiam deciso di fare una camminata molto leggera. Da Forni di sopra salendo fino al Rifugio Flaiban Pacherini. L'idea è stata: visto la calura di Caligola, o come si chiama quest'ultima ondata di caldo, facciamoci un giro in montagna, al fresco
Arriviamo cosi, dopo non qualche problema a trovare la stradina, al parcheggio dove lasciare la macchina. Indossati scarponi e preso i bastoncini iniziamo cosi la camminata verso il rifugio. La prima parte è su strada asfaltata che dolcemente entra all'interno di un fresco bosco. Finita la strada inizia il sentiero vero e proprio. 
Scorcio di Forni di sopra
Campanule
Gran parte del sentiero corre attraverso una mulattiera che è usata dai gestori del rifugio per portare su i viveri con un quad, ogni tanto si può lasciare la mulattiera per seguire il sentiero originario. Il tutto sempre molto ben segnalato. Usciti dal bosco inizia un vasto ghiaione, che tranne per pochi sprazzi, ci condurrà fino al rifugio.

lunedì 20 agosto 2012

Il paese della Farfalle

Tra i vari animali che, solitamente, hanno sempre influenzato la nostra infanzia senza dubbio ci sono le farfalle. Probabilmente perché le abbiamo sempre legate all'arrivo della primavera, alla bella stagione e quindi ai giochi all'aperto. 
Murales dedicato alle farfalle
C'è una località in Friuli dove le farfalle sono presenti in un molti esemplari e in gran numero. Paliamo di Bordano, chiamato anche il paese delle farfalle, un comune situato sulla pedemontana tra il Tagliamento e il lago di Cavazzo (o dei tre comuni). Nei monti che sovrastano il paese c'è anche un sentiero etimologico dove si posso ammirare molti esemplari di farfalle in libertà. Che Bordano sia il paese delle farfalle lo si nota già dai bellissimi murales dedicati a queste delicate creature che decorano le pareti delle case del paese.
Una farfalla alla casa delle farfalle
Ma la più interessante attrazione di Bordano è senza dubbio la casa delle Farfalle. Che attraverso un percorso nelle sue serre ci immerge in una ricostruzione dei diversi habitat in cui vivono i più bei esemplari di farfalle tropicali. In queste ricostruzioni possiamo trovare anche doversi animali come camaleonti, tartarughe e diversi pappagalli che non disprezzano proprio di farsi fare i grattini. Ma sono le variopinte farfalle a fare da padrone in questa casa, anzi bisogna prestare attenzione a non schiacciarle involontariamente.
Farfalla al "bar delle farfalle"
Una visita è veramente consigliata, magari dopo si può percorrere il sentiero delle farfalle oppure cercare un attimo di relax al vicino lago.

Pappagallo coccoloso


Ringraziamenti 
Un grandissimo grazie a Daniela per la bella compagnia e per avermi ancora concesso l'uso della sua macchina fotografica.

Riferimenti

mercoledì 15 agosto 2012

Cercando il tramonto, le stelle e l'alba sul parco delle Dolomiti

Dopo le leggendarie fatiche di Asterix eccovi l'ultima fatica del Vanni. Ok niente ipnotizzatori, niente case che rendono folli (già dato per quest'anno) e anche stavolta niente Mannekenpix (o forse l'ho già sconfitto in qualche fatica precedente???), ma una bella escursione di 2 giorni sull'incantevole e temibile PARCO DELLE DOLOMITI FRIULANE, da pronunciare con la voce di Fantozzi.

Ovviamente Fantozziana dal mio punto di vista, diciamo molto coppa Cobram, ma era pubblicizzata come escursione facile... Quindi considerata la mia preparazione fisica da ufficio e la mia poco adatta attrezzatura sono partito un po' inconsciamente per questa avventura.
Il gruppo su un ghiaione della valle
Si parte dal centro visite di Cimolais, dove incontriamo la nostra guida, e partiamo in auto fino ad arrivare al rifugio Pordenone. Passiamo cosi gran parte della valle scavata dal torrente Cimoliana che da anche il nome alla valle. L'imponenza delle dolomiti è impressionante, come lo è anche l'erosione che l'acqua ha provocato  lavorando la roccia dalla notte dei tempi.
Campanile Gambet
Da qui iniziamo la nostra scalpinata percorrendo parte del greto del torrente fino all'inizio di val Meluzzo per poi iniziare la salita vera e propria che ci porta dai 1200m circa di casera Meluzzo ai 1780m della casera di val Menon. Salendo iniziamo a dominare la valle ammirando cosi le vette intorno a noi come il campanile Gmbet. Dopo la terza salita arriviamo un po' cotti alla casera Val Menon, dove veniamo accolti dai due gestori Denis e Mauro e dai loro animali, Oz un bellissimo cagnone bianco e Doroti una socievole mula. 


Oz e Doroty
Chi ha le forze continua per un altro pezzo per vedere il tramonto al Campuros. Io ed altri decidiamo di tenerci le forze per il giorno successivo e per vedere le stelle stanotte d'altronde siamo in pieno periodo delle perseadi e siamo abbastanza lontani da fonti di inquinamento luminoso, se il tempo tiene lo spettacolo sarà unico. Rientrato il gruppo ci aspetta un piatto di pasta alla amatriciana e del formaggio stagionato in casera. La cena è consumata al lume di candela e dalla luce emanata dal caminetto, come da programma, niente elettricità, niente acqua calda, ci si arrangia con quel che c'è.
L'interno della casera
Cenato ci si arma di cavalletto, felpa e giubottino e si esce per vedere le stelle la nebbia. Ebbene si un capa di nuvole basse ci toglie la visuale del celo stellato. Ma d'altronde al meteo non si comanda e questi rischi vanno calcolati e non ci si può lamentare. Andiamo a  nanna, l'indomani la sveglia è per le 4.15 per andare in forcella Urtisiel per vedere l'alba. Qui però c'è stata l'unica nota negativa che ha disturbato quello che poteva essere un perfetto, anche se faticoso, fine settimana. Ordunque tra le cose che si mette in conto in una esperienza del genere è che dovendo dormire in una camerata con altre 14 persone sai che ci saranno almeno 2 persone che russano! Il giornalista che era con noi ha pensato bene di infierire parlando, insultando e accendendo la sua torcia per tutta la notte. Ok, un paio di battute erano anche divertenti e innocue e una risata collettiva ci poteva anche stare.....ma tutta la già breve notte no!
Di ritorno dalla forcela Urtisiel
Nonostante questo alle 4.15 suona la sveglia...ma la nebbia persiste, dopo un po' di ripensamenti partiamo in 6-7 per andare a vedere l'alba. Ci incamminiamo per il sentiero appena illuminato, accidenti siamo in piena ora blu il bosco ha un colore unico e io ho deciso di lasciare il cavalletto in casera, niente foto (e questa mi rode un po). Dopo 200m di dislivello arriviamo in forcella Urtisiel, ma le nuvole ci negano anche l'alba. Come ho già scritto al meteo non si può comandare. Si torna in casera per una buona colazione, stando attenti Doroty non cerchi di papparsela al posto nostro. Intanto il sole spiazza nebbia e nuvole e ci regala una bellissima giornata.
Colazione in casera
Il Campuros
Salutiamo i gestori e partiamo per la tappa odierna, ci aspettano altri 500 metri di dislivello per poi ridiscendere a di 1000 metri.



Forcella di Val Brica
con la Fantulina
Raggiungiamo cosi il Campuros, che qualcuno aveva già visto il giorno prima per ammirare il tramonto. Il Campuros è una prateria di base torbosa a circa 1900 metri di altitudine, un paesaggio unico che dicono in tarda primavera regali una fioritura fiabesca. Saliamo per la forcella Val di Birca conosciuto anche come Fantolina (bambina) per via del monolite dalla sembianze di una bambina che la sovrasta. Scendiamo per poi proseguire per la forcella Inferno, un nome un destino, qui in miei crampi iniziano a farsi sentire, ma c'è la si può fare. Durante il tragitto incontriamo il primo stambecco, e ci rendiamo conto che sono delle primedonne. Il sentiero passava a meno di 5 metri da lui, e lui si è mosso solo quando noi c'è ne siamo andati ed abbiamo finito di scattargli le foto. Dopo una breve pausa procediamo verso la forcella del Mus dove ci fermiamo per il pranzo. Dopo un po' arriva un discreto gruppo di 5-6 stambecchi, per nulla intimoriti della nostra presenza, Anzi si fermano a pascolare vicinissimi a noi. I cuccioli invece sembrano essere più diffidenti dei adulti. Ma attenzione, se un adulto ha un cucciolo vicino allora inizia a diventare protettivo. Inizia a guardarti in modo minaccioso e con un zoccolo gratta il terreno. Meglio fare qualche passo indietro, d'altronde noi bipedi glabri stiamo invadendo il loro territorio.
Stambecco in forcella del Mus
E' giunto il momento, la nostra fantastica guida ci avvia per la discesa che affronto con molta calma, le forze ormai se ne sono andate e inizio a percepire un noto fastidio al ginocchio. In mio soccorso mi viene dato un bastoncino, che tra l'altro sorgerò in una banale caduta, e pian piano col il paesaggio che cambia dalle praterie di alta quota, al bosco di larici e al greto dei torrenti arriviamo al parcheggio dove abbiamo le auto.
Ma non è finita ci aspettano le tanto decantate torte di Marika, al rifugio Pordenone. E con l'ultimo sprizzo di orgoglio raggiungiamo il rifugio Pordenone.

Le torte del rifugio Pordenone
Le torte meritavano, ora si può tornare a casa per smaltire i dolori alla gambe, e con un pizzico di orgoglio per il percorso fatto. Non so se ancora ho preso troppo alla leggera la descrizione dell'escursione o se veramente la hanno venduta loro troppo facile, anche se opto per quest'ultima. Io posso solo ammettere di non aver avuto una buona preparazione e sopratutto delle calzature non all'altezza. Ma, con il senno di poi e i dolori quasi passati, mi rimmarrà il ricordo di un fine settimana trascorso in posti che la natura ha creato meravigliosi e in compagnia di bellissime persone.


Ringraziamenti
Un grandissimo grazie a Franco Polo la nostra eccellente guida, a Giovanna per il bastoncino, a tutte le persone che hanno fatto questo soggiorno naturalistico e ai gestori della casera val binon.
Un Grandissimo ringraziamento a Daniela per avermi concesso in uso la sua macchina fotografica.

Link
Parco delle Dolomiti su Wikipedia
Il sito del parco
La casera di val Binon

martedì 7 agosto 2012

Alla scoperta del Signorelli

L'arte "classica" mi ha sempre affascinato, ma per vari motivi non ho mai avuto questa grandissima attrazione per la storia dell'arte, nonostante in Italia il patrimonio artistico sia veramente notevole e meriti essere conosciuto anche in minima parte. E' cosi ogni tanto riesco a cogliere l'occasione di varie mostre per colmare un po' questa mia lacuna. Se poi se insieme alle mostre si riescono a visitare dei luoghi stupendi perché non approfittarne?
Campanile di Pomposa

Sotterraneo di Perugia
E cosi è stato in questo primo fine settimana di Agosto, grazie a Lusia di Artemisia abbiamo sfidato il caldo torrido e il bollino nero sulle strade per recarci in Umbira e Toscana alla scoperta di Luca Signorelli.
Durante il tragitto facciamo una breve pausa a Pomposa, la scusa per un particolare campanile ci porta a fare la tappa colazione e bisogni. Proseguiamo poi in direzione di Perugia per la sconnessa E55. Il paesaggio delle vallate appenniniche è notevole, peccato non poter fare delle foto, ma con la
corriera in movimento era veramente impossibile.
Scorcio di Perugia

Arriviamo cosi a Perugia nell'ora del massimo caldo, e nel tempo che precede la visita al museo cerchiamo un po' di fresco visitando i sotterranei, e poi visitando velocemente il resto della città rimanendo ammirati dai bellissimi panorami.

Entrando nel museo facciamo la conoscenza con il Luca d'Egidio di Ventura detto il Signorelli. Di cui il Vasari scrisse
"Fu Luca persona d'ottimi costumi, sincero et amorevole con gl'amici, e di conversazione dolce e piacevole con ognuno, e soprattutto cortese a chiunche ebbe bisogno dell'opera sua e facile nell'insegnare a' suoi discepoli. Visse splendidamente e si dilettò di vestir bene; per le quali buone qualità fu sempre nella patria e fuori in somma venerazione"
da cui si può denotare il perché del suo soprannome. Le sue opere colpiscono sopratutto per i forti colori e per le armonie nei movimenti. Impressionati i suoi Tondi. Come gran parte delle opere dell'epoca i soggetti preferiti sono Madonne con bambino e rappresentazioni della sacra famiglia.

Scorcio di Città di Castello
Dopo la mostra partiamo subito da Perugia, con forse un po' di rimpianto per non averla ammirata più a lungo, ma ci saranno altre occasioni per tornaci. Arriviamo cosi a città di Castello. Per vedere la sua pinacoteca e fermarci per la notte. Qui possiamo ammirare più a lungo questa località. Città di Castello è una pittoresca cittadina della alta val del Tevere. La parte storica è cinta da spesse mura. La città e molto accogliente e tranquilla. Nella passeggiata del dopo cena ci siamo imbattuti su un piacevole terzetto jazz che ci ha allietato con splendide musiche. D'altronde l'Umbria è famosa anche per gli eventi musicali. 

L'abbazia di Monte Oliveto Maggiore
La mattina successiva ci siamo recati alla abbazia di Monte Oliveto Maggiore, dove il Signorelli fu incaricato di affrescare il chiostro della abbazia, me ne completò solo una parte in quanto si recò a completare la cappella di S. Brizio a Orvieto. Il resto dei affreschi fu poi completato dal Sodoma. L'abbazia è un luogo che trasmette molta tranquillità ed è molto curato, Immersa nei stupendi colli Senesi. Ne approfittiamo per sentire in parte una S.Messa con canti Gregoriani. Di impressionate bellezza il chiostro affrescato dai due pittori che rappresentano la vita di S. Benedetto.
Gli affreschi del Sodoma

E con il monastero finisce il nostro viaggio, si riprende la corriera per il viaggio di rientro, portandoci dietro la bellezza di questi posti e le meraviglie del'arte che non smetterà mai di stupirci.


Ringrazziamenti
Un grazie a Luisa della galleria artemisa per l'organizzazione e le splendide spiegazioni.
Un grandissimo ringraziamento a Daniela per avermi prestato la sua macchina fotografica (la mia è in assistenza)

Bibliografia

lunedì 30 luglio 2012

Il castello delle favole

C'era una volta...
Quante volte volte ci siamo imbarcati nei personaggi delle favole, Biancaneve, Alice, il gatto è la volpe e tanti altri. Gli abbiamo incontrati da bambini raccontate dai propri genitori, zii o nonni. Oppure nei grandi schermi con le ultime produzioni cinematografiche o come ispirazione di vari serial televisivi. Ma abbiamo mai pensato che magari questi personaggi un po' tanto strani lo sono? Anà-Thema Teatro ci ha dato un buono spunto per guardare questi protagonisti di molte storie da un'altro punto di vista, molto curioso molto divertente ma sopratutto anche inaspettato.

Sotto l'arco Bollani il Cappellaio matto ci da il benvenuto e ci spiega come si svolgerà la serata, ovvero 12 postazioni disseminate su un più che mai suggestivo castello, dove gli attori faranno i loro monologhi.


Partiamo con un depresso e un effeminato Principe Azzurro, stressato dal suo lavoro e invidioso dei capelli della fata Turchina.


Proseguendo con una schizzatina biancaneve, alle prese con matematica e pensieri ricorrenti sulle mele, forse meglio staccare un po' un viaggio ...a vedere la grande mela?



















Nel nostro girovagare per il portico ci imbattiamo in un filosofico Pinocchio, che nei sui pensieri sogna di avere un cuore vero per insegnare la vita e l'amore alle persone, ma forse non serve avere un cuore di carne per apprezzare le gioie della vita. Ma ma di tutto ciò non parliamone con  Mangiafuoco.


Entriamo nel castello dove un furibondo nano Brontolo si scaglia contro le suore della sua scuola e sulla recita di fine anno.


Una eterna assonata Bella Addormentata, sogna il bacio del principe azzurro, pensando che quelli che sono passati nel frattempo non siano abbastanza validi, altrimenti si sarebbe svegliata. E con la tisana del sonno eterno continua ad aspettare.

Ed è arrivato il turno di una staccanovissima Cenerentola che ormai si dedica esclusivamente alle pulizie e a come mescolare i vari detersivi per ottenere un risultato migliore, qui non c'è più tempo per scarpette e principi


Mentre usciamo dal castello ci imbattiamo sulla Regina Grimilde, sempre intenta ad eliminare le donne che possono competere con la sua bellezza e rango, ma che ormai non riesce ad intimorire ne nuove generazioni.


















Un altro personaggio che le favole hanno reso infelicemente cattivo è il lupo, che racconta la sua versione dei fatti e di come sia stato truffato da Cappuccetto Rosso e dalla Nonnina. 



Percorrendo i sentieri troviamo una stupefacente Alice sopra un albero, persa nei suoi pensieri e nei suoi canti. Mentre racconta di come mangiando un biscotto essa sia cresciuta cresciuta, ma forse anche il funghetto che ha mangiato ha avuto i suoi strani effetti.




I litigosi e improvvisati Gatto e Volpe inventano sul momento un modo per "alleggerire" le tasche dei passanti.


Goood Robin, invece ci presenta un monologo tra un Banfi di annata e un moderno Alex Drastico.



Continuando il giro ci imbattiamo in Raperonzola, anche lei un po' tontina, e che chiama le stelle con i nomi...e cognomi dei cantanti. Ci racconta la sua storia, rocambolesca ma quasi a lieto fine, solo che il lieto fine è stata la fuga dal principe e il ritorno alla torre dove viveva imprigionata.



E adesso....AAARGH!!!! la Regina di cuori ci vuole tagliare la testa. Se non gli offriamo un Moijto o del vino fresco..AAAAAAARGH!!! Dopo un allegro gioco meglio cambiare favola e tenersi la testa.



Un Merlino in versione superstar sbandata parla dei suoi spettacoli e ci fa un oroscopo bizzarro



Mentre una piagnucolante Cappuccetto Rosso, dindero e dindon, si dispera per la perdita del suo cappuccetto e con esso della sua identità



Infine Anastasia e Genoveffa raccontano la loro storia di Cenerentola, e di come quella ragazza abbia avuto tutte le fortune, mentre loro....


Ella fine il gran finale, con tutti gli attori che sfilano prendendosi i strameritati applausi. Un grazie a tutti per la splendida serata