lunedì 23 giugno 2014

Il campanile di val Montanaia e il lago fantasma

Sul ghiaione
Ci sono quei soggetti fotografici che hanno spesso il brutto vizio di nascondersi o sfuggirti per qualche motivo. I tramonti, le lune piene, i camosci e c'è il campanile di val Montanaia, che fa sempre il timido davanti al mio obiettivo e si è sempre nascosto dietro una coltre di nubi. 
Per cercare di convincerlo a farsi fotografare ho colto l'occasione di una escursione che ci ha portato fino a sotto le sue ripide pareti che sono una meta ambita da tutti gli scalatori. Più che ambita è il coronamento di uno scalatore salirci in vetta e suonare la campana che vi si trova.
I cumuli di neve
Fioriture estive
Il percorso che facciamo è il sentiero che parte dal rifugio Pordenone e sale attraverso il ghiaione fino al bivacco Perugini. Durante la salita ci imbattiamo in diversi cumuli di neve che superano ancora i 2 metri di altezza, d'altronde questo inverno la neve non è mancata in quota. Ma la neve ha già abbondantemente lasciato il posto alle fioriture di questa stagione. Ma la nostra meta per oggi non sono le fioriture ma quello che è considerato il campanile più bello d'Europa. Ed ogni tanto dietro il costone delle montagne ci appare in tutta la sua imponente bellezza.
Il campanile e il suo panorama
Si ritiene con buona precisione che in ere passate il campanile fosse tutt'uno con le montagne che lo affiancano, ma che la forza dei ghiacciai in movimento abbia sgretolato la roccia e che solo parte centrale e più dura abbia retto a questa incredibile forza. Cosi nacque  il campanile.
La salita dal rifugio è in gran parte sul ghiaione intervallata da una sentiero circondato da varia vegetazione.
Alla fine di questo sentiero ci si apre un bellissimo anfiteatro scavato dai ghiacciai dove si trova il bivacco Perugini. 
Siamo a 2060 metri, e se in questo fine settimana di mezzo giugno in pianura la calura fa schizzare il termometri a oltre 35° qui il fresco, quasi freddo, si fa sentire con molto piacere.
Il bivacco Perugini è un bivacco per al massimo 9 persone che viene usato dai scalatori per riposarsi prima di affrontare la scalata al campanile. Da questo lato il campanile è ancora più spettacolare ma mostra anche il lato più difficile, quello dedicato ai scalatori veramente esperti e allenati.
Verso il Bivacco Perugini
Il campanile dal Perugini
Ci fermiamo giusto per un ristoro poi riscendiamo a valle per assaggiare le fantastiche torte della Marika al rifugio. Ma prima di rientrare ne approfittiamo per un altro spettacolo. Il disgelo e le piogge di questi giorni hanno fatto riemergere il lago Meluth. Il lago di perse è poco più che uno stagno, ma i colori che le sue acque riflettono ci regalano dei paesaggio degni di una cartolina.
La pantofola di Venere
E degna di una cartolina è anche la pantofola di Venere una strepitosa orchidea che in questo periodo ha la sua fioritura in questa valle.
Attorno al lago Meluth
Il lago e i sui riflessi
Finalmente dopo un paio di anni che bazzico in questa valle sono riuscito ad ammirare il campanile di val Montanaia in tutta la sua bellezza e imponente maestosità. Ora posso iniziare a comprendere il perché della sua fama e perché per chi lo ha affrontato e scalato avrà sempre un posto sul suo cuore. 

Ringraziamenti
- Un grazie a Franco Polo per l'organizzazione
- Grazie a Marika (Rif. Pordenone) per le squisite torte

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sabato 7 giugno 2014

Lo Zoncolan del Giro d'Italia

L'arrivo al parcheggio
Ti alzi al sabato mattino, guardi fuori dalla finestra e ammiri una splendida giornata di inizio estate. Poi pensi a come si può sfruttare questa giornata. Dunque si potrebbe andare a fare un due foto, ma dove? Ci sarebbe quel passo ... oppure quella valle ... e se ... ma si andiamo a vedere l'arrivo del giro d'Italia sullo Zoncolan.
Le ultime traccie di neve
L'ultimo chilometro
Lo Zoncolan è una delle mete turistiche più interessanti del Friuli, sopratutto per le sue piste da sci in inverno. Da qualche anno è anche il punto d'arrivo di una tappa del giro d'Italia, notissima manifestazione sportiva ciclistica che ogni anno attraversa tutta la penisola Italiana, ed è anche una delle tappe più dure e impegnative per i ciclisti per via dei sui forti dislivelli che possono decidere chi è il vero vincitore. L'arrivo è vetta dove migliaia di tifosi aspettano sulla conca per far sentire il proprio tifo da stadio e che hanno permesso a questo luogo di essere soprannominato il Maracanà del ciclismo, ma per i veri appassionati di ciclismo lo nominano con l'appellativo di "Kaiser".
Il pubblico dello Zoncolan
Rogers a pochi metri dal traguardo
La salita per lo Zoncolan, come da aspettative, è piena di ciclisti che raggiungono la vetta su due ruote, questo dal lato di sutrio ma se ne vedranno molti arrivare da Ovaro, facendo il stesso percorso che faranno i corridori. Riesco a salire quasi fino al rifugio Goles, poi bisogna proseguire a piedi, la temperatura non è proprio estiva e ci sono ancora parecchie traccie di neve sui prati e sulle piste.
In vetta a mezzogiorno ci sono già molte persone che hanno preso posto in attesa dei corridori, ma è mezzodì e l'arrivo è previsto per le 16.
Verso le 16 la vetta è colma di persone proveniente o originarie di molti paesi e nazioni pronte a incitare tutti i loro idoli. Seguiamo con trepidazione la corsa sui maxi schermi, vediamo la discesa dal Pura, la salita e discesa da Sella Razzo e un tripudio si alza quando il cronista comunica che il primo corridore ha iniziato la leggendaria salita dello Zoncolan.  
Pellizotti affronta gli ultimi tornanti
In lontananza vediamo gli elicotteri della rai avvicinarsi. E' il segnale che tra un momento dovremmo vedere i ciclisti sui ultimi tornati. Ed eccolo, Rogers, che con la sua maglia gialla percorre gli ultimi tornanti in un tifo da stadio. Rogers è seguito a distanza da Pellizotti e Bongiorno. Poi è il turno del primo gruppo che ha tentato la fuga sulla salita della Pura e che si è sgranato durante il percorso arrivando a un minuto e mezzo di distacco. Dopo circa 4 minuti ecco il gruppo della maglia rosa (il capo classifica di questa gara) Quintana, che a Trieste, il giorno dopo, sarà incoronato come il vincitore del giro d'Italia 2014.
L'arrivo di Bongiorno
Affronto subito la discesa verso il parcheggio, con la speranza di non essere investito dai ciclisti amatoriali che sfrecciano in discesa come schegge.
Quintana in maglia rosa affronta gli ultimi metri
Benché il giro d'Italia passi spesso per la mia regione lo avevo visto passare una sola volta, ma erano tanti tanti anni fa, dove da bambino i miei genitori mi avevano portato a vedere i corridori che transitavano sull'allora ponte di barche sul tagliamento, quella tappa sarebbe finita a Lignano Sabbiadoro.
Anche se non si è appassionati è sempre emozionante ammirare le imprese di queste persone che sono spinte dall'incitamento del pubblico.