martedì 29 maggio 2012

L'oasi dei Quadris

Il bello di seguire delle escursioni naturalistiche consiste anche nel scoprire posti e iniziative interessati che si trovano dietro la porta di casa. E' il caso del luogo in cui ho scattato queste foto, ossia l'oasi dei quadris a Fagagna.
L'oasi è stata ricavata nell'area della ex torbiera di Fagagna nata verso la seconda metà del 1700, periodo in cui l'antico proprietario, il conte Asquini, scopri che la palude di sua proprietà era ricca di argilla, che utilizzò per la costruzione della fornace, ed era idonea alla coltivazione della torba. Un combustibile ideale per far funzionare le fornaci. Le pozze di acqua di forma quadrangolare, risultate dalla rimozione dell'argilla, darono il nome all'aera, Quadris appunto.
Su questo territorio di circa 100 ettari è stata creata un'oasi nuturalistica per conservare intatto l'ambiente particolare che si è creato con la costruzione della torbiera. Al interno di quest'area si possono trovare diversi volatili come cigni neri, tarrabusi, casarche, oche selvatiche, germani e molti altri.

Oca selvatica
Una casarca










Ma le specie più interessati sono le cicogne e i ibis migratori. Entrambe le specie fanno parte di due distinti progetti studiati per la  reintroduzione e la conservazione delle due specie.
Le cicogne vengono tenute in voliera per circa tre anni al fine di assopire il loro istinto migratore e poi vengono lasciate libere nel ambiente. In tutta l'area circostante si possono notare diversi pali e alberi che sono usati come base per la costruzione dei nidi da parte delle cicogne.




Attulmente sono visibili moltissimi esemplari ci cicogne in libertà che volteggiano in tutta l'aera e non è escluso che qualche esemplare decida di fare un volo radente sopra le teste dei visitatori e mostrarsi cosi un tutta la loro bellezza ed eleganza.


















L'ibis eremita, l'altro uccello introdotto nell'oasi, non è un uccello che è tipico della zona di Fagagna ma è più tipico del Nordafrica e Medio Oriente anche si vi sono traccie di colonie nell'Europa centrale. Attualmente l'ibis eremita è una specie in via di estinzione e si contano solamente pochi centinaia di esemplari che vivono liberi in natura.
Un ibis eremita che stava compiendo la migrazione
I progetti in corso mirano sia a mantenere e reintrodurre la specie in natura che a ricreare dei nuovi  flussi migratori che dalle riserve in Spagna portino verso l'europa centrale, come la riserva dello Zoo di Vienna. La colonia di ibis di Fagagna serve anche come punto di riferimento per gli ibis in libertà in quanto si trova su questo tragitto. Durante la visita abbiamo ammirato una coppia di ibis in migrazione e che pochi giorni prima erano stati avvistati e identificati nei pressi della riserva di Grosseto. Probabilmente questi esemplari erano diretti verso Vienna.

sabato 26 maggio 2012

Val Rosandra

Tramite una amica ho scoperto una bravissima guida naturalistica che organizza delle belle e non impegnative escursioni sul territorio friulano. L'ultima di queste escursioni è stata in Val Rosandra, splendida vallata su carso triestino a ridosso della Slovenia.
Complice un tempo clemente parto, con le compagne di viaggio (ebbene si ero beato tra le donne) per una bellissima camminata di quasi 5 ore comprensive di spuntino e pause spiegazioni alla scoperta delle meraviglie che ci offre il territorio sotto casa e che spesso ignoriamo.
Scorcio perso dal piccolo anfratto
che si trova vicino al centro visite
Cascatella che "divide" le due parti
 della valle
Durante questa camminata abbiamo potuto ammirare dei splendidi paesaggi e osservare la varietà della vegetazione che ricopre questa valle. Una varietà che è ben distinguibile a seconda che ci si trovi a monte o valle della suggestiva cascatella e, nella parte a valle della cascata, tra i 2 versanti della vallata.
A nord della cascata troviamo un clima prettamente continentale, mentre a sud troviamo un clima prettamente mediterraneo. Come vegetazione possiamo ammirare querce, pini neri, acacie e aceri. Mentre, dal punto di vista floreale ginestre, piante di sambuco, scotani e ciliegi selvatici  che sono situati perlopiù a nord della cascatella e sul versante ovest del torrente a valle della cascata.


Gintestra
Sambuco

La particolare conformazione rocciosa mette a disposizione molte pareti che sono state attrezzate come palestre di roccia per arrampicate. Sul territorio sono presenti anche delle scuole che ne fanno uso.
Tra le infrastrutture create del uomo va citata la vedetta da cui ammirare la vallata, il santuario di Santa Maria in Siaris. In cui, in tempi remoti,  i bestemmiatori venivano mandati a compiere un pellegrinaggio  di penitenza percorrendo a scalzi il sentiero che porta fino al santuario. Il che, trattandosi di terreno carsico, è interamente ricoperto di sassi frastagliati e taglienti.

Vallata vista dalla vedetta
Scorcio della vedetta








Oltre al sentiero "pedonale" la val Rosandra  è attraversabile anche attraverso la ciclabile costruita sul tracciato della ex ferrovia tra Trieste e Erpelle. Un tracciato che sembra essere molto suggestivo e che attraversa la varietà della valle passando  attraverso le gallerie scavate nella montagna.

Scorcio di una galleria sulla ciclabile




Durante la camminata possiamo osservare anche diversi resti storici di tempi più  o meno recenti. Soprattuto sul paese di Bagnoli possiamo vedere i resti dei mulini per le spezie che una volta erano alimentati dal Rosandra. Purtroppo ad oggi non ne rimane che qualche traccia e qualche mola abbandonata. Sulla parte iniziale del sentiero o si possono vedere anche i resti del acquedotto romano che nell'antichità rifornì di acqua Trieste.
Piccola curiosità, sul paese di Bagnoli si trova il rifugio Premuda del CAI, noto come il rifugio alpino più basso dell'Italia (82 m.di altitudine).

..ohh che palle... ecco un'altro blog sulle foto

...aggiungo...mica siete obbligati a passare di qui :)

Ordunque giusto un due motivazioni sul perché mi barcameno sull'idea di aprire questo blog.
Inutile ricordarvi che ho la passione, quasi invasiva, per le foto, Però ho notato che molto spesso non è sufficiente condividere un gruppo di foto con un titolo e qualche, descrizione, quando le scrivo. Alche voglio provare con questo esperimento: ossia creare dei post per contestualizzare e dare una minima descrizione dei vari album che condivido con il mondo. Ovviamente se il mio lato fancazzista (ossia tra 3 mesi, e che palle convertire lo foto, ritagliarle, aggiustare i colori, non ho cazzi di scriverci una descrizione.....) non mi obbligherà ad abbandonare questo blog al suo oblio. Ai posteri l'ardua sentenza.