martedì 26 giugno 2012

Le vette della Carnia

Forse sarò monotono e ripetitivo. Ma due passi montagna, immersi nel verde, nel profumo dei suoi fiori, nella musica e i suoni della natura, allontanandoci  quasi completamente dai rumori della vita quotidiana, riescono a instaurarmi una piacevole sensazione di pace e benessere.
Ed è stato il caso anche della camminata in cui ho scattato queste foto. Una splendida passeggiata sopra la "panoramica delle vette", ovvero una strada che parte da Ravascletto e sale fino a 1900 per poi ridiscendere a valle, ma non prima di averci mostrato un panorama mozzafiato unico.
L'occasione per questa camminata è stata quella di una escursione con una guida naturalistica per conoscere e cercare le erbe che compongono il mazzo di San Giovanni, che tradizionalmente si faceva benedire come protezione dai malocchi e sventure. Ma il cui rito si perde nelle tradizioni pre-cristiane.
Per alleviare un bel po le nostre fatiche abbiamo percorso in auto la "panoramica delle vette" da Ravascletto fino alla termine della parte asfaltata dove, approfittando di un piccolo spiazzo abbiamo lascito le macchine per iniziare a piedi un percorso ad anello.
In questo percorso si possono ammirare vari aspetti della montagna. Le splendide fioriture di "non ti scordar di me", "rosa cianina", "botton d'oro" e bellissime distese di rododendri in fiore, che emanano un dolce profumo.

domenica 17 giugno 2012

Pirano

Personalmente ritengo che il verde delle montagne o colline sia l'ideale per evadere dalle mura in cui spesso siamo chiusi. Ma ogni tanto anche una visitina al mare non si disdegna, e poi vogliamo mettere il piacere di rinfrescare le calure estive stando in ammollo in acqua? Ho cosi colto l'occasione di visitare Pirano, un suggestivo paese sulle coste dell'Istria in Slovenia.
Panoramica di Pirano
Pirano si trova poco più a nord della famosa Portorose, ma a differenza della modernità di questa località Pirano trasuda storia da ogni singolo scorcio. Infatti tracce di insediamenti sono stimati già nel IV secolo a.c.  Storicamente questi territori attraversarono diversi domini stranieri, dall'impero bisantino, regno d'italia, dominazione Austroungarico alternati a periodi di indipendenza. La storia recente ha portato questa parte dell'Istria a far parte prima della Jugoslavia per diventare indipendente da essa assieme alla Slovenia.

Piazza Tartini
Il paesaggio che si vede arrivando in questa località è molto suggestivo, ossia un fitto agglomerato di case dal tetto rosso che spiccano nel blu del Adriatico e l'azzurro del cielo. Le case sono molto vicine e i piccoli vicoli e calli obbligano le auto a rimanere fuori dall'abitato rendendo cosi molto tranquilla la permanenza nel paese. La piazza principale è dedicata al compositore e violinista Giuseppe Tartini.
Spiaggia nord
Pirano non è dotato di una spiaggia di sabbia. Il sole e il bagno si possono fare posizionandosi sui massi messi a protezione dalle onde sul lungomare o su una spiaggia sassosa posizionata sulla parte nord della località. Non essendo una zona attrezzata e presidiata, cartelli avvisano che la balneazione è a proprio rischio, la parte nord garantisce un livello di libertà assoluto. Ognuno si prende il posto che trova, i natanti si posizionano sotto riva, è possibile portare i propri cani, che si divertono a fare il bagno con i padroni e per chi vuole prendere il sole senza costume...nessun problema. 
Un cormorano
Anche la fauna locale è molto integrata e non c'è da meravigliarsi se ci si trova come vicino di scoglio un cormorano che si asciuga le ali.

Panorama di Priano
Dopo la spiaggia si può completare la visita al paese ammirandone il panorama dai vari punti o visitando le varie chiese e vicoli, oppure passeggiando per il lungomare che avvolge il paese.
Dal punto di vista gastronomico si trova un po' di tutto ma una nota la meritano i vari ristoranti sul lungomare che propongono dei ottimi menù a base di pesce e se il tempo lo consente uno splendido tramonto accompagnerà la propria cena.
Tramonto visto da Pirano
Un ultima camminata ci riporta alla piazza dove una navetta ci riporta alla parcheggio delle auto, ed insieme ci accompagna il piacere di una giornata al mare in pieno relax.



Ringraziamenti 
Un vivo ringraziamento ad Armanda per avermi accompagnato e fatto conoscere questo meraviglioso posto

Bibliografia


venerdì 8 giugno 2012

Le grotte verdi di Pradis

Gli scalini che portano
al letto del Cosa
Tra le bellezze naturali che possiamo trovare nelle vicinanze di casa nostra ci sono anche le grotte o gli orridi scavati nella roccia dal impeto dell'acqua, come nel caso della "grotta verde" di Pradis. Situate nella vicinanze della frazione di Pradis di Sotto, nel Pordenonese, il complesso delle grotte si raggiunge attraverso delle suggestive strade che attraversano una piacevole natura su cui si possono scorgere dei resti dei "recenti" conflitti bellici, ma sono ancora molto visibili il resti del castello del XII secolo se si attraversa il Tagliamento a Pinzano.


Il letto del torrente
Le grotte di Pradis sono un complesso di cunicoli  i scavati e modellati dall'acqua del torrente Cosa, su cui vi sono stati trovati anche resti presenza dell'uomo preistorico. Iniziando la visita si scendono i 207 scalini che portano direttamente al fondo dell'orrido dove si trova la croce lignea. Da questo punto partono i due percorsi che permettono di visitare un tratto del letto del torrente e ammirare come l'acqua abbia scavato e modellato la roccia nel corso dei secoli.


Risalendo i scalini si entra a vedere la grotta grande, dedicata alla madonna e che è stata nominata tempio nazionale dei speleologi.

La Madonna della grotta verde
La poca luce che filtra all'interno rivela il particolare colore verde della grotta da cui ne deriva anche il nome. Sul fondo della grotta troviamo la Madonna di bronzo. In questa grotta viene celebrata  la messa di natale.

Un'ultima passeggiata attraverso il bosco e con i ponti che attraversano il torrente ci riportano al parcheggio lasciandoci alle spalle delle viste mozzafiato.

sabato 2 giugno 2012

I Grifoni e il lago di Cornino

Anni fa avevo avuto l'occasione di vedere dal vivo dei grifoni, e già ne ero rimasto impressionato dalle loro dimensioni, ma nonostante questo pennuto, affascina per il modo con cui riesce a librarsi in volo.
Un grifone in volo

Poco tempo fa sono stato a visitare la riserva naturale del Lago di Cornino, un paese a ridosso del fiume Tagliamento nelle prealpi carniche, famoso per il suo particolare laghetto e per la presenza di un progetto atto alla reintroduzione dei grifoni sul territorio alpino. 
Il "carnaio" con i grifoni e
i corvi reali

Colpisce molto veder volteggiare in cielo un gruppo questi volatili. Nonostante la loro mole, 8 Kg di peso per oltre 2 metri di alipertura alare, riescono a sfruttare egregiamente le correnti ascensionali e planare con una splendida eleganza. I grifoni, che fanno parte della famiglia dei avvoltoi, sono dei necrofagi quasi esclusivi, ovvero si nutrono delle carogne dei animali morti. Per evitare che la colonia si disperda o si allontani in cerca di cibo, la riserva ha adibito una radura del parco a "carnaio", dove vengono abbandonate le carcasse di animali morti che la forestale trova in zone ove i grifoni non possono arrivare, o di animali  morti donati da qualche allevamento. Vicino al carnaio si trova anche la voliera di acclimatazione per i nuovi esemplari che stanno per essere liberati in natura.

Un corvo reale al centro visite
Esemplare di vipera dal corno
Nel centro visite del parco si possono trovare molte informazioni sul territorio e sulle varie specie che vi sono ospitate. Sono anche presenti delle voliere dove si possono vedere, oltre ai grifoni, gufi reali,  civette e dei corvi reali. In più su due teche di vetro si trovano dei esemplari di vipere dal corno, il cui morso può essere letale. A proposito di vetro, all'interno del centro visite c'è una vetrata che si affaccia all'interno di una voliera. Ci sono buone possibilità che un grifone curioso si posizioni davanti al vetro per farsi ammirare e fotografare.
Il grifone curiosoo 
Un'orchidea selvatica
Attraverso una piacevole passeggiata, immersi in una bella natura e accompagnati dal misterioso gracchiare dei corvi reali, si arriva al lago di Cornino.
I colori del lago di Cornino

Il laghetto ha una formazione molto particolare, infatti non ha ne immissari ne emissari, le tutto il ricircolo d'acqua avviane attraverso il sottosuolo. Il fondo del lago è ricoperto da alghe verdi e da uno strato di solfato di calcio che insieme contribuiscono a dare al laghetto la sua particolare colorazione azzurro-verde.
Panoramica del laghetto
La temperatura dell'acqua si mantiene per tutto l'anno sui 8-10 gradi, e questa sua caratteristica ha reso tristemente famoso questo posto rendendolo affascinante ma allo stesso tempo pericoloso. Una scivolata in una acqua cosi fredda può provocare una ippotermia in breve tempo.

Per non farsi mancare nulla si può facilmente allungare la passeggiata sul greto del Tagliamento e ammirare il paesaggio che ci regala questo posto, e approfittare delle panche e tavoli a ridosso del centro visite per una breve merenda all'ombra dei alberi.




Ringraziamenti
Alla guida naturalistica che ci ha accompagnato in questa escursione e Daniela per la compagnia.

Riferimenti