lunedì 28 ottobre 2013

Gialli nella nebbia

Panoramica da Sauris di sopra
Inizio a pensare che quest'anno qualcuno, o qualche entità che giochi con i fili del destino non voglia che io faccia delle foto ai colori dell'autunno. D'accordo non posso sperare che si ripeti un'altra giornata come al passo della pura l'anno scorso...però almeno uno scorcietto di sole durante le mie camminate non sarebbe proprio mal visto. Ma non sarà certo la nebbia e l'umido che fermeranno me e la mia fedele macchina fotografica, anzi la prendo come una sfida. Anche se lo ammetto, se avessi scelto in base al meteo credo che il divano avrebbe avuto la meglio, ma come avevo già avuto modo di scrivere, ormai in queste giornate si è formato un bel gruppo di perone che fa sempre piacere rivedere.
Gialli nel bosco
Sauris e il suo lago hanno sempre avuto un fascino mistico, ed è sempre un piacere arrivarci, nonostante la strada da affrontare non sia proprio uno spettacolo. Un peccato non aver potuto vedere in tutto il suo colore il lago, ma nebbia ci ha impedito la visuale su questa meraviglia anche se il lago è un bacino artificiale.
Dopo un buon caffè e brioche iniziamo questa passeggiata, ma non prima che la nostra guida ci abbia illustrato brevemente la storia e i miti di questa vallata e della sua popolazione dalle origini tedesche. Iniziamo cosi la ripida strada verso le malghe, con il miraggio di vedere un po' di sole. D'altronde c'è ci giura di averlo visto in mattinata a casera Razzo, ma ora di sole non se vede neanche una timida ombra, ma di sicuro tra un po' si aprirà il cielo...o meglio cosi sosterrà più volte nel corso della giornata la nostra guida.
Ed in forcella Festons il meteo non cambia, e tra un barlume di luce ed una nuova nuvola di nebbia che ci attraversa si riesce anche a intravedere il laghetto. Tra una chiacchiera ed una spiegazione di Franco mi diletto in un po' di foto improbabili, vedremo poi cosa ne esce ma oggi mi sento molto in vena di esperimenti.
Arriviamo cosi a casera Rioda, dove ci fermiamo per il pranzo sul bordo del laghetto. Della casera sono rimasti che pochi ruderi da cui si scorgono i segni lasciati dal fuoco. Ma le stalle ci sono ancora e in periodo estivo sono ancora in uso e piene di mucche che rientrano dai pascoli.
Forcella Festons
I resti di casera Rioda
Gialli nella nebbia
Visto che del sole non c'è traccia riprendiamo il sentiero, con una piccola immancabile variante di sentiero creativo. In cresta ammireremmo il fantastico paesaggio sottostante con le case di Sauris che si riflettono nel blu del lago, ma forse l'ho già scritto...la nebbia non c'è lo consente. Notiamo molti alberi che sono ricoperti da molte muffe e licheni da sembrare spettrali, se poi aggiungiamo la nebbia forse riusciamo un po' a intuire come sono nate le leggende e i miti sui Sbilf e gli altri strani esseri che popolano le favole locali.
Foto di gruppo a casera Rioda
Il giallo di Sauris
I sapori di Sauris
Rientriamo cosi in paese ma prima del saluto è un obbligo assaggiare i salumi e i formaggi di questo luogo, che vanno assolutamente accompagnati con la superba birra che viene prodotta qui. Ed in effetti anche questa è una occasione per vedere un giallo di Sauris, ma come la nebbia copriva le gialle foglie dei larici la sete ha "nascosto" subito anche questo giallo.
Se devo tirare le somme di questa giornata questa somma è molto positiva, è stata veramente una piacevole giornata. Si certo...se ci fosse stato un po' di sole sarebbe stata perfetta, ma si vede che gli Sbilf  avevano voglia di divertirsi a coprire il sole.



Ringraziamenti
- Un grazie a tutti i partecipanti per la bella compagia
- Un grazie a Franco Polo per l'organizzazione e le ottime spiegazioni

mercoledì 23 ottobre 2013

I colori del autunno e il timido campanile

E anche per quest'anno il lento e perenne ciclo delle stagioni ci ha ricondotto all'autunno, una stagione dove la natura si prepara ad affrontare l'inverno, le piante si addormentano e si spogliano del loro fogliame. Ma prima che i rami si privino delle loro foglie queste ci regalano un tripudio di caldi colori.
Ho approfittato ancora delle occasioni che il parco delle dolomiti Friulane permette di sfruttare, un rilassante fine settimana in mezzo al parco lontano da telefoni, televisioni e altre amenità tecnologiche che pervadono sempre di più la nostra vita, in questo discorso non vale la macchina fotografica ovviamente. Macchina fotografica che ho iniziato ad usare già sulla strada che porta a Cimolais in una piccola e dovuta sosta al lago di Barcis.
Il lago di Barcis
Scorcio dei colori
Tramonto sulle cime
Il bello di queste esperienze e anche reincontrare spesso le persone che si sono conosciute in altre occasioni, scambiarsi i pareri sui vari luoghi da visitare e fare anche progetti per altre camminate. Se poi con qualcuno si condividono anche i primati come inaugurare e chiudere la stagione del rifugio Pordenone nello stesso anno i sorrisi divertiti sono assicurati.
Particolare del torrente Cimoliano
Nonostante non sia la prima volta che entro in val Cimoliana non smetto mai di stupirmi dinanzi alla bellezza di questa valle, circondata dalle sue torri che la avvolgono e un po' la nascondono dal mondo.
Prendiamo subito confidenza con una bella passeggiata leggera fino a casera dei Pecoli mentre il sole tramonta e le una lieve brezza fa cadere le foglie dai alberi. Ci gustiamo cosi il tramonto ed aspettiamo il sorgere della luna piena che ci illumini il percorso. Luna che si fa desiderare dietro ai monti e sotto le nuvole che si stanno un po' infittendo. Ma il suo bagliore ci consente ugualmente di camminare nella magia del crepuscolo ricorrendo solo nei punti più difficili alle lampade frontali.
Il timido campanile, dietro cima Melluzzo