lunedì 24 marzo 2014

Le nevi del Zacchi

Panorama dal balcone della camera
Salendo per il bosco
Ci eravamo lasciti a Fusine con una bella dormita dopo la camminata sul monte Forno e con i suoi tre confini. E la mattina successiva un bellissimo sole su un cielo terso ci ha dato il buongiorno. Dopo una ottima colazione ci spostiamo ai laghi di Fusine da dove è partita la nostra camminata verso il rifugio Zacchi.
Il paesaggio dei Laghi non smette mai di meravigliare gli occhi di una persona, qualunque sia il periodo dell'anno in cui lo si visiti.
Scorcio della pensione
Dopo un po' di strada forestale decidiamo di procedere per il bosco, anche per evitare un po' di massa di persone che vogliono raggiungere il rifugio. D'altronde con questa giornata non siamo stati di certo gli unici ad aver messo nel programma una salita per questi luoghi. Il sentiero è sicuro anche nel bosco nonostante sia un po ripido. Il lontananza sentiamo anche il fragore di qualche slavina che il sole sta provocando. 
Arrivati al rifugio riusciamo ad ammirare perfettamente l'anfiteatro morenico che i ghiacci hanno formato nel corso delle ere passate. Su qualche parete in lontananza si vedono i segni della neve che si sta distaccando.
Il rifugio è ben gremito di persone e una parte di noi preferisce mangiarsi i panini all'aperto e sotto il sole, dopo essersi cosparsi per bene di crema solare onde evitare una bella insolazione a marzo. Approfittiamo del rifugio solo per una birra e per il dolce, dire di no alla foresta nera era impossibile.
Panoramica dal Zacchi
Per la discesa optiamo per la strada forestale e ci fermiamo spesso a gustarci le folate di foehn, e ce chi si mette in maniche corte e non gli si può dare torto. La temperatura era veramente gradevole.
Guardando i laghi
Prima del parcheggio facciamo una piccola deviazione verso la prateria sulla riva del lago e fare una bella corsa sul prato innevato. Per poi provare l'ebrezza di camminare sul ghiaccio, sempre rimanendo in zona di sicurezza ovviamente.
Foto di gruppo
E con una splendida foto di gruppo si chiude anche questo fine settimana sulle bianche nevi in compagnia di uno splendido e nutrito gruppo di persone.

Ringraziamenti
- Un grazie a Franco Polo per l'organizzazione e per la guida


domenica 23 marzo 2014

Le nevi dei tre confini

"L'esperienza interiore di pace è la più grande necessità dell'uomo
Die innere erfhahrung von friden ist des menschen höchste notwendigkeit
 Doseči svoj notranji mir je človekova največja potreba"
Panorama da Poscolle
Queste sono le parole di Sri Chinmoy che sono scolpite in un monumento che si trova sul monte Forno, un luogo un po' simbolico in cui i si incontrano i 3 confini di Austria, Italia e Slovenia. Ed è stata questa la prima meta di un bellissimo fine nel Tarvisiano e questa volta senza pioggia. 
Dopo il ritrovo e dopo esserci spartiti le camere dell'albergo, ebbene si questa vola ci viziamo un po' e niente rifugio, raggiungiamo la località di Poscolle da dove parte la nostra ciaspolata attraverso la strada forestale che ci porterà sulla cima del Forno.
I ruderi delle caserme
La quantità di neve presente è ancora tantissima ma si sentono e si vedono i segni del disgelo. Il fragore dell'acqua che scende per i vari rii inizia a riempire questa vallata, scavando i solchi sulle nevi.
I tre confini
Ci imbattiamo quasi subito su dei ruderi di vecchi caserme risalenti all'epoca del ventennio, poste a difesa dei confini. Nel corso di questa camminata non saranno gli unici ruderi che vederemo.
Un bel sentiero ci porta velocemente sulla vetta del mote Forno dove si unisco i tre confini per ammirare il rossore del tramonto e la luna che spunta dalla foschia. Ci viene difficile pensare che fino a non molti anni fa questi confini erano sorvegliati da soldati e polizia e di certo non c'era la libertà di oltrepassare i confini con così tanta facilità e senza rischiare di essere portati in caserma. Ma con l'apertura dei confini questo luogo è diventato il sito per festeggiare la festa dell'amicizia tra le tre "popolazioni".
Il rosso tramonto tra i alberi
La luce ormai ci sta abbandonando ma una suggestiva luna piena, l'ultima di questo inverno, ci accompagna verso il lungo sentiero che ci riporta alle auto e all'albergo. 
La luna dietro i monti
Ma c'è tempo ancora per una sorpresa nel dopo cena, un brindisi e dolce per festeggiare il compleanno di della nostra guida Franco. AUGURI!!!!
Tanti Auguri Franco

E ora nanna, domani ci aspetta la salita fino al Zacchi.


Ringraziamenti
- Grazie a Franco Polo per averci guidato in questa ciaspolata
- A tutti i partecipanti a questa escursione

lunedì 17 marzo 2014

Il sole tra i Jôf

Verso la Polveriera
Aspetta...vuoi dire che sei stato di nuovo in Val Saisera? Ebbene si, ci sono tornato a distanza di poche settimane. Non che abbia qualcosa da recriminare sulla mia precedente visita al rifugio Grego. Però quei due scorci...se solo ci fosse stato il sole, e quel abete bianco completamente sfibrato dalle forze della natura...se non piovesse userei la macchina fotografica con il tele... E quindi come farsi sfuggire l'occasione di tornarci con il sole? Direi che non potevo farmela scappare. 
Ciaspolando sul torrente Saisera
Quindi ho approfittato della escursione di Claudio Salvalaggio verso il rifugio Grego e oltre fino ad arrivare a sella Somdogna.
Sul val Saisera e sulla sua storia non aggiungerò altro rispetto a quello che ho scritto in altri post, ma mi fermerò ad elogiare nuovamente questo luogo che a tratti sembra distaccarsi dal mondo e creare un piccolo angolo di pace e tranquillità.
Albero sfibrato
Pace e tranquillità che senza dubbio con il sole si apprezzano maggiormente. Come si apprezza ancora la copiosa quantità di neve che è caduta in questo strano inverno, siamo ancora a quota 2 metri.
L'effetto del freddo e del vento
Risalendo con la calma abbiamo l'occasione di soffermarci un po' di più sull'effetto che la neve ha avuto quest'anno. Infatti sono molti gli alberi i cui tronchi si sono letteralmente sfibrati dell'effetto del vento e del gelo.
Arriviamo cosi al rifugio Grego, dove un slpendido cielo terso ci permette di ammirare il santuario del Lussari che sovrasta la valle.
Proseguiamo la nostra ciaspolata fino a sella Somdogna. Dove nonostante le molte persone che la frequentano si respira una vera aria di pace e tranquillità.
Santuario del lussari

Ci rifocilliamo sotto uno splendido sole che incita alle maniche corte, per poi prendere un caffè all'interno del rifugio, purtroppo non ci sono più torte da assaggiare. Riprendiamo cosi la discesa verso valle e sul sentiero del ritorno vediamo già le prime fioriture. La primavera è ormai alle porte.
Tra le prime fioriture
In fondo valle abbiamo ancora l'ultima meraviglia della giornata. I monti che cingono la valle iniziano ad essere illuminati dalla dorata luce del tramonto.
La luce del tramonto
Ringraziamenti
- Grazie a Claudio Salvalaggio per l'organizzazione di questa ciaspolata